Infertilità maschile, quali sono le cause e come diagnosticarla?
Il desiderio di diventare mamma e papà può essere ostacolato da determinate condizioni cliniche. In questo approfondimento ci concentreremo sulle cause dell’infertilità maschile: quali sono i primi sintomi e quali sono gli esami necessari per diagnosticarla?
Che cos’è l’infertilità maschile?
Partiamo dalla definizione di infertilità maschile. Con tale termine si indica una riduzione della capacità riproduttiva dell’uomo. Può dipendere da una produzione insufficiente di spermatozoi, da una loro qualità non adeguata oppure da ostacoli che impediscono il corretto trasporto del liquido seminale.
Gli spermatozoi possono essere pochi, poco mobili, avere una forma alterata oppure presentare danni al materiale genetico. In altri casi, il testicolo produce spermatozoi, ma questi non riescono a raggiungere correttamente l’eiaculato a causa di un’ostruzione delle vie seminali.
La fertilità maschile, quindi, non dipende da un solo fattore, ma dall’equilibrio tra produzione, maturazione, trasporto e funzionalità degli spermatozoi.
I diversi tipi di infertilità maschile
L’infertilità maschile può essere primaria o secondaria. La prima si manifesta quando l’uomo non ha mai ottenuto una gravidanza con una partner. Questa forma può essere legata a condizioni congenite, genetiche, ormonali, anatomiche o funzionali presenti da tempo, anche senza manifestazioni evidenti.
L’infertilità secondaria riguarda invece gli uomini che in passato hanno già contribuito a una gravidanza, ma che successivamente incontrano difficoltà nel concepimento. In questi casi, la causa può essere comparsa nel tempo, ad esempio in seguito a infezioni, traumi, interventi chirurgici, varicocele, cambiamenti dello stile di vita o esposizioni ambientali.
La distinzione tra infertilità maschile primaria e secondaria aiuta l’andrologo a ricostruire la storia clinica e riproduttiva del paziente ed ad orientarsi nella scelta degli eventuali approfondimenti diagnostici.
Qual è la differenza tra infertilità e sterilità maschile?
Infertilità e sterilità non sono sinonimi. L’infertilità indica una riduzione della capacità di concepire, mentre la sterilità si riferisce a condizioni più severe, nelle quali il concepimento naturale è assente o estremamente compromesso.
Tra le principali condizioni associate alla sterilità maschile rientrano:
- azoospermia, cioè assenza di spermatozoi nel liquido seminale;
- cripto-azoospermia, quando gli spermatozoi sono presenti in quantità estremamente ridotta;
- aspermia, ossia assenza di emissione di liquido seminale;
- necrozoospermia, quando gli spermatozoi presenti non sono vitali.
L’importanza della qualità del liquido seminale
La qualità del liquido seminale viene valutata considerando diversi parametri. Il primo è il numero degli spermatozoi: una concentrazione ridotta può diminuire la probabilità che uno spermatozoo raggiunga l’ovocita.
Un altro elemento fondamentale è la motilità, cioè la capacità degli spermatozoi di muoversi in modo efficace e progressivo. Se il movimento è scarso o disordinato, il percorso attraverso l’apparato genitale femminile può risultare più difficile.
Anche la morfologia, cioè la forma degli spermatozoi, ha un ruolo importante. Alterazioni della testa, del tratto intermedio o della coda possono compromettere la capacità fecondante.
Infine, può essere valutata l’integrità del DNA spermatico. Un danno al materiale genetico degli spermatozoi può incidere sulla qualità del seme e rappresentare un ulteriore elemento da approfondire in caso di infertilità maschile.
Quali sono le principali cause dell’infertilità maschile?
Le cause dell’infertilità maschile sono numerose e vengono generalmente suddivise in tre gruppi:
- pre-testicolari;
- testicolari;
- post-testicolari.
Cause pre-testicolari
Le cause pre-testicolari sono legate ad alterazioni dei meccanismi che regolano la funzione del testicolo. La produzione di spermatozoi dipende infatti da segnali ormonali provenienti dall’ipotalamo e dall’ipofisi.
Quando queste strutture non funzionano correttamente, il testicolo può ricevere una stimolazione insufficiente e produrre meno spermatozoi. Tra le condizioni di questo gruppo rientra l’ipogonadismo ipogonadotropo, caratterizzato da una ridotta attività degli ormoni che controllano la funzione testicolare.
Le alterazioni endocrine possono quindi incidere sulla spermatogenesi, cioè sul processo di produzione degli spermatozoi, e contribuire alla difficoltà di concepimento.
Cause testicolari
Le cause testicolari riguardano direttamente il testicolo. Possono essere congenite, genetiche, cromosomiche oppure acquisite nel corso della vita.
Tra le anomalie genetiche e cromosomiche può rientrare la sindrome di Klinefelter, associata ad alterazioni della funzione testicolare. Anche altre condizioni genetiche possono ridurre la produzione degli spermatozoi o determinare quadri più complessi.
Un’altra causa rilevante è il criptorchidismo, cioè la mancata discesa di uno o entrambi i testicoli nella borsa scrotale. Se il testicolo rimane in una sede anomala, può essere esposto a una temperatura più elevata rispetto a quella fisiologica, con possibili conseguenze sulla funzione germinativa.
Il varicocele è una delle condizioni più spesso associate all’infertilità maschile. Consiste nella dilatazione delle vene spermatiche interne e può favorire un aumento della temperatura locale, reflusso venoso e alterazioni della qualità del liquido seminale. Può essere asintomatico oppure causare senso di peso, fastidio o dolore sordo allo scroto.
Anche le infezioni genitali e le malattie sessualmente trasmesse possono influire sulla fertilità. Processi infiammatori a carico di testicoli, epididimi, prostata o vie seminali possono danneggiare le strutture coinvolte nella produzione e nel trasporto degli spermatozoi. Tra le infezioni indicate rientrano sifilide, gonorrea, papillomavirus e clamidia.
Tra le cause testicolari e acquisite rientrano anche traumi, torsioni testicolari, epididimite, stati febbrili acuti e alcuni interventi chirurgici dell’apparato genito-urinario. Questi eventi possono modificare la funzionalità del testicolo o interferire con le vie seminali.
Cause post-testicolari
Le cause post-testicolari si verificano quando il problema non riguarda necessariamente la produzione degli spermatozoi, ma il loro trasporto o la loro funzione dopo l’uscita dal testicolo.
Una delle principali è l’ostruzione delle vie seminali. Gli spermatozoi, una volta prodotti, devono attraversare epididimo, dotto deferente e dotto eiaculatore prima di essere emessi con il liquido seminale. Un’ostruzione congenita o acquisita può impedire questo passaggio, anche in presenza di una produzione testicolare conservata.
Un altro fattore è la presenza di anticorpi antispermatozoi, che possono aderire alla superficie degli spermatozoi e interferire con la loro motilità, con il passaggio nelle vie genitali femminili o con la capacità fecondante.
Anche la disfunzione erettile e i disturbi dell’eiaculazione possono contribuire all’infertilità, perché possono rendere difficoltoso il rapporto completo o la corretta deposizione del liquido seminale.
Infine, alterazioni di prostata, vescicole seminali e vie escretrici possono modificare la composizione dell’eiaculato o ostacolare il normale trasporto degli spermatozoi.
Le altre cause dell’infertilità maschile
Oltre alle cause organiche elencate nei paragrafi precedenti, esistono altre cause dell’infertilità maschile che potremmo definire esogene. Tra queste lo stile di vita e i fattori ambientali.
Stile di vita
Fumo, alcol, droghe, sedentarietà, alimentazione poco equilibrata possono influire negativamente sulla qualità del liquido seminale.
Il fumo può ridurre numero e motilità degli spermatozoi e favorire danni al DNA spermatico. Allo stesso modo l’eccesso di peso può incidere sull’equilibrio metabolico e ormonale.
Anche alcuni farmaci possono avere effetti sulla fertilità maschile. Tra quelli indicati rientrano farmaci antitumorali e, in alcuni casi, medicinali usati per ipertensione o colesterolo.
Fattori ambientali
La produzione degli spermatozoi richiede una temperatura adeguata: nello scroto la spermatogenesi avviene a una temperatura inferiore rispetto a quella interna del corpo.
Indumenti troppo stretti, materiali poco traspiranti o condizioni che aumentano il calore nella zona genitale possono incidere negativamente sulla funzione testicolare. Anche il varicocele può contribuire all’aumento della temperatura locale.
Tra i fattori ambientali da considerare rientrano esposizione a pesticidi, solventi, materie plastiche, vernici e radiazioni elettromagnetiche.
Quali sono i sintomi dell’infertilità maschile?
L’infertilità maschile è spesso asintomatica. Molti uomini non avvertono dolore, disturbi urinari o alterazioni della funzione sessuale. Il sintomo principale si verifica banalmente quando la coppia cerca una gravidanza senza riuscirci.
Quali esami servono per diagnosticare l’infertilità maschile?
La diagnosi inizia con l’anamnesi, cioè la raccolta dettagliata della storia clinica e riproduttiva. Nella valutazione specialista l’andrologo valuta anche lo stile di vita del paziente. Infine, in seguito all’esame obiettivo che consente nell’osservazione dei vari componenti dell’apparato riproduttivo maschile, lo specialista traccia il percorso diagnostico più adatto.
Quindi, quali sono gli esami più comuni per valutare l’infertilità maschile?
Spermiogramma
Lo spermiogramma è l’esame di riferimento per valutare la fertilità maschile. Analizza il liquido seminale e fornisce informazioni su:
- volume dell’eiaculato;
- pH;
- concentrazione degli spermatozoi;
- numero totale;
- Motilità;
- Morfologia;
- Vitalità;
- Viscosità;
- presenza di leucociti.
Per eseguire correttamente l’esame è necessario rispettare alcuni giorni di astinenza sessuale. Poiché i parametri seminali possono variare nel tempo, uno spermiogramma alterato può richiedere una ripetizione a distanza, preferibilmente presso centri qualificati.
Lo spermiogramma non serve solo a confermare o escludere un problema, ma aiuta anche a orientare gli approfondimenti successivi.
Test di capacitazione
Il test di capacitazione valuta la capacità degli spermatozoi di acquisire le modificazioni funzionali necessarie alla fecondazione.
Spermiocoltura
La spermiocoltura e gli esami batteriologici permettono di ricercare microrganismi patogeni nel liquido seminale, soprattutto se si sospetta un’infezione.
MAR-Test
Il MAR-Test serve a individuare anticorpi antispermatozoi, che possono ostacolare motilità e funzione fecondante.
Test di frammentazione del Dna spermatico
Il test di frammentazione del DNA spermatico valuta l’integrità del materiale genetico degli spermatozoi e può essere utile quando si sospetta un danno al DNA.
Quando rivolgersi all’andrologo?
È consigliabile rivolgersi all’andrologo quando una coppia non ottiene una gravidanza dopo 12 mesi di rapporti regolari e non protetti. La valutazione può essere anticipata se la partner ha più di 35 anni o se sono presenti fattori di rischio maschili già noti.
Qualora, dal percorso diagnostico emergano problemi di infertilità maschile, sarà possibile valutare anche un percorso di Procreazione Medica Assistita (PMA). Al Poliambulatorio Le Vele è stato recentemente attivato un nuovo servizio dedicati ai trattamenti di fertilità.
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